L'e-commerce decolla in tutta Europa

L'e-commerce è ancora una volta più forte della crisi. Infatti il commercio online sta vivendo una stagione più che positiva: a livello mondiale la crescita sta andando oltre le previsioni più ottimistiche, raggiungendo, a sorpresa, mercati inattesi e inimmaginabili fino a poco tempo fa.

Secondo gli ultimi dati raccolti a livello mondiale, ormai il 10% dell'intera popolazione ha effettuato almeno un acquisto on line (circa 627 milioni di persone) con risultati uniformi in tutto il pianeta. La classifica dei Paesi che utilizzano maggiormente l'e-commerce riserva qualche sorpresa: alle spalle della Corea del Sud, lo stato più cablato a banda larga nel mondo, spuntano, inattesi, i maggiori mercati europei (Germania, Austria e Regno Unito) che si mettono alle spalle quello americano. Nell'Unione Europea, il 95% degli utenti Internet ha effettuato almeno un acquisto sul Web, contro l'89% del dato americano. Anche la classifica degli acquisti effettuati nell'ultimo mese conferma questo dato, introducendo altri elementi interessanti: se l'Europa supera ancora gli USA (5 a 4), guidano la fila (con 6 acquisti sul Web nell'ultimo mese) Taiwan, Singapore e la Cina, segno che, nonostante i molti limiti di Internet nel più popoloso Paese al mondo, i cinesi utilizzano la Rete già in maniera matura.

I dati italiani confermano l'ottima salute di cui gode il commercio online, nonostante il momento negativo dell'economia nazionale. Venendo ai dati, nel 2009 sono stati effettuati in Italia 56 milioni di ordini on-line, per un fatturato complessivo di 6,4 miliardi di euro (erano 4,86 nel 2007), la metà dei quali (49,8%) rappresentati dal turismo, il 15,9% dal tempo libero e il 13,1% dall'elettronica di consumo. L'alimentare ha una quota del 3%, con 1,53 milioni di ordini.

Nell'utilizzo della rete, i produttori e i distributori di beni evidenziano alcuni aspetti predominanti, come la gestione della relazione con il cliente o una modalità di presentazione per favorire l'acquisto d'impulso, ma tra le tendenze più significative, la ricerca cita un crescente utilizzo del social networking (in alcuni casi le recensioni sono premiate con buoni sconto) e soprattutto l'integrazione dei diversi canali di vendita in quanto opportunità per migliorare la fidelizzazione dei clienti e il servizio messo loro a disposizione. Soprattutto l'integrazione con il mercato fisico sembra essere una delle strategie emergenti, pur essendo adottata ancora da una minoranza (46%) di chi opera on-line, in particolare con la definizione di un punto fisico di vendita e di ritiro per ovviare al deficit logistico italiano.

Quindi la crisi sembra non toccare  l’e-commerce che continua a crescere a un tasso del 31% annuo. Gli operatori più solidi nel mercato hanno registrato infatti crescite consistenti per il 2009 e prevedono di continuare a crescere anche nel 2010. Per questo motivo molti produttori, come Prada, Louis Vuitton, Diesel, Nokia, Feltrinelli e De Cecco, hanno deciso di vendere direttamente on line negli ultimi anni.

La necessità di ridurre i costi di intermediazione e di pubblicità sta spingendo i produttori a una presenza più consistente e incisiva in rete, in modo diretto. Nel 2010 sono prevedibili una maggiore integrazione dei punti fisici con l’on line da parte delle grandi catene, uno spostamento importante degli investimenti in promozione dalla carta stampata alla rete e i primi sviluppi del mobile commerce.

In una situazione di grave recessione l’e-commerce si sta dimostrando una grande opportunità, in particolare per le aziende che si sono posizionate per tempo.

 

 

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